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L’abolizione del geoblocking per favorire la crescita dell’e-commerce europeo

A Maggio la Commissione Europea ha presentato un’importante proposta finalizzata alla creazione del cosiddetto Digital Single Market, cioè un mercato unico in ambito digitale a livello europeo. Secondo Juncker, il presidente della Commissione europea, questo progetto dovrebbe portare ad una crescita pari a 250 miliardi di euro nell’ambito del commercio elettronico e a un notevole incremento di posti di lavoro.

Oggi solamente il 15% dei consumatori effettua un acquisto in un paese diverso da quello in cui risiede e preferisce (o è costretto) affidarsi ad e-commerce locali. Molteplici sono i motivi di questa scelta, primo fra tutti la mancanza di fiducia: i consumatori sono preoccupati dai tempi e costi di spedizione, dal fatto di dover pagare in anticipo un fornitore estero e dall’assistenza post-vendita, nel caso qualcosa non dovesse funzionare. Un altro fattore importante che impedisce il decollo di un e-commerce integrato a livello europeo è il cosiddetto geoblocking, motivo per cui molti contenuti vengono bloccati in base al paese di residenza. realizzazione_siti_ecommerceSpesso capita di portare a termine la procedura di acquisto, salvo poi accorgersi solo alla fine che un certo prodotto o servizio non può essere reso fruibile in un dato paese; a questo punto il consumatore viene reinderizzato al sito del venditore regionale.

La proposta della Commissione punta proprio all’abolizione del geoblocking, al fine di garantire a tutti i cittadini europei la possibilità di accedere agli stessi contenuti online, indipendentemente da dove ci si colleghi al web. La realizzazione di siti e commerce che possono operare senza alcun tipo di limitazione in tutto il mercato europeo porterebbe vantaggi tangibili sia al lato business che a quello consumer.
Secondo Andrus Ansip, vice presidente per il Digital Single Market, il commercio elettronico e internet non possono fermarsi ai confini nazionali, “dovremmo poter beneficiare dei migliori contenuti, offerte e servizi, indipendentemente da dove ci troviamo nell’Unione; e le imprese dovrebbero essere libere di commercializzare e offrire le proprie brillanti idee in tutta Europa“.
Con l’approvazione di questa proposta si riuscirebbe senza dubbio a dare una forte spinta all’ecommerce di tutta Europa, compreso quello italiano, che ancora non riesce a tenere il passo degli altri paesi.

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